“Qui in Siberia troviamo i malati anche durante le bufere di neve” | Testo e foto di Pier Giorgio Danella

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Parla Yuri Kokorin, un giovane medico dell’ospedale di Kachug che presta soccorso con la sua ambulanza in qualunque condizione atmosferica. D’inverno il termometro scende a oltre 40 gradi sotto zero ed è difficile operare con le mani ghiacciate. Quello che scriveva Cechov nel suo reportage dall’isola di Sachalin…

 

Grazie a un contatto con una famiglia russa sono arrivato in questa parte di Siberia, per la precisione nella regione di Kachug, che ha un’estensione di oltre 55mila chilometri quadrati (per fare un confronto, la più grande regione italiana, la Sicilia, è meno della metà) ed è attraversata dall’imponente fiume Lena, che va a sfociare nell’Oceano Artico dopo aver percorso oltre 4.200 chilometri (il Danubio non raggiunge i tremila chilometri di lunghezza). Kachug è anche il nome della città più importante, che conta soltanto settemila abitanti. Questa parte di Siberia è coperta dalla neve per circa sette mesi all’anno e, com’è facile immaginare, vive inverni molto rigidi. Quando vi arrivo il termometro segna 42 gradi sotto zero. Il sole è accecante, ma non riscalda. Le escursioni termiche alle quali viene sottoposto il corpo umano possono essere paurose: dai +30 gradi all’interno delle case ai -40 gradi fuori in pochi secondi. Mi trovo all’ospedale di Kachug, dove ho accompagnato un amico. La mia presenza non passa inosservata, i presenti mi guardano attentamente, alcuni sembrano sospettosi. Una persona con una tuta blu, mi saluta gentilmente, si ferma e mi chiede se ho bisogno di aiuto. Rispondo di no, ma iniziamo a scambiare alcune parole, convenevoli. È una persona calma, che trasmette fiducia. Ci presentiamo. Si chiama Yuri. Yuri Alexandrovich Kokorin è un medico che si sposta con l’ambulanza: penso immediatamente a Cechov e al suo grande reportage di viaggio dall’isola di Sachalin e, mentre chiacchieriamo, mi è chiaro che si tratta di un personaggio da conoscere. (…)

 

Ph. L’ambulanza di Yuri, che preferisce percorrere il letto ghiacciato (e innevato) del fiume Lena per accorciare i tempi.

 

Il reportage completo è pubblicato su Reportage numero 52 (ottobre-diceembre 2022), acquistabile in libreria e direttamente sul nostro sito, in versione cartacea e digitale.

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