• Il comandante Najat e il Kurdistan iracheno in guerra contro Daesh – di Ilaria Romano e Mauro Consilvio

    Ho cinque minuti, cosa volete? Najat Ali, comandante dei peshmerga di stanza nell’area di Makhmour, siede da solo a un lunghissimo tavolo ovale di legno scuro lucido, che stride con le pareti scrostate di quella che un tempo era una scuola e oggi un presidio militare. Elegante nella sua tradizionale divisa marrone, abbottonata fino al colletto, ha lo sguardo profondo di chi è abituato a capire in pochi secondi chi ha di fronte. È arrivato con un’imponente scorta armata, a bordo di un’auto blindata con i vetri oscurati. Per avere ... Leggi
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  • Breve confessione di un audiofono – di Giorgio Falco, foto di Sabrina Ragucci

    “Guardo in direzione dell’altare, sono seduto troppo distante, Cristo nell’affresco è una macchia di colore offuscato dalle mie diottrie e dalla luce che entra dalle vetrate. Dovrei avere il coraggio di pregare. Mi stringo nel giaccone, in un pomeriggio infrasettimanale d’inverno e, nonostante la temperatura fredda della chiesa, fuori è uno di quei giorni in cui è già possibile scorgere, tra le maglie inquinate dell’aria, una premonizione primaverile. Sono nell’abbazia di Pomposa, le navate laterali divise da colonne bizantine. Una dozzina di secoli fa, i monaci benedettini hanno scelto questo ... Leggi
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  • Picture an Arab man. Intervista a Tamara Abdul Hadi – di Maria Camilla Brunetti

    Diverso tempo fa mi capitò di vedere un progetto fotografico che mi colpì in modo inusuale. Per la scelta del tema trattato e soprattutto per la sensibilità con cui questo tema riusciva ad arrivare a noi. Sto parlando di Picture an Arab man della fotografa canadese-irachena Tamara Abdul Hadi. Iniziato nel 2009, il lavoro consiste in una serie di ritratti a uomini arabi; uno sguardo intimo in grado di restituirne la delicatezza e la sensualità. Una riflessione profonda che riesce a indagare gli stereotipi attraverso i quali i media occidentali ... Leggi
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Rubriche

  • L’ironia latinoamericana di Galeano – di Gabriella Saba

    La rubrica quindicinale di Gabriella Saba dedicata all’America Latina sul sito di Reportage   Chissà se il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, avrà poi letto il libro che lo scomparso Hugo Chavez gli aveva regalato nel loro primo e unico incontro pubblico, alla quinta Cumbre de las Américas, a Puerto Espana, nell’aprile del 2009. Obama aveva ringraziato gentilmente ma non aveva dato segno di conoscere il titolo né l’autore (Le vene aperte dell’America Latina dell’uruguayano Eduardo Galeano, scomparso a Montevideo il 13 aprile scorso). E dire che quel testo da oltre trentacinque ... Leggi
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  • Il ragazzo di Amsterdam – di Laura Silvia Battaglia

    Cronache della Mezzaluna, la rubrica quindicinale di Laura Silvia Battaglia per il sito di Reportage Wareth Kwaish mi scrive quasi ogni giorno da quando è atterrato ad Amsterdam. La sua felicità è massima. Per la prima volta ha avuto un visto europeo. Il suo primo cortometraggio Once They were here, partecipa all’Amsterdam Film Festival, sezione corti della realtà, dopo essere arrivato allo short film corner del Festival di Cannes. Un film girato solo con un I-phone e in condizioni di reale pericolosità: documentava nel 2013 che cosa potesse succedere a un giovane iracheno ... Leggi
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  • Vitalizi, la “casta” dei pregiudicati – di Valerio Magrelli

      Nuovo appuntamento con Didascalie, la rubrica quindicinale di Valerio Magrelli per il sito di Il Reportage, che si affianca a quella da lui tenuta sul trimestrale cartaceo.   Tanti anni fa, lessi in un sussidiario alcune pagine dedicate all’avvento del basso medioevo. Dopo l’invasione dei Longobardi, la popolazione si ritirò a vivere in villaggi montani inerpicati sulle alture. La pianura e il fondovalle vennero abbandonati, le strade costiere dismesse, mentre i fiumi tornarono ad essere attorniati da paludi. In breve, l’Italia riprese la fisionomia che la caratterizzava prima della ... Leggi
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  • Freya Stark, le metamorfosi di uno sguardo – di Isabella Mattazzi

    Di profilo, la rubrica mensile di Isabella Mattazzi per il sito di Reportage   Non guarda verso di noi, il suo sguardo è altrove. È in posa, certo, ce lo dicono le mani giunte, la tranquillità del respiro, la compostezza del corpo. Siamo in un interno, sullo sfondo una pianta e un quadro troppo sfuocato perché ci possa raccontare qualcosa di chi abita in quella casa, niente altro. Tutta la forza dell’immagine è concentrata su di lei. La donna che osserva un punto fuori campo come a evitare la sfida con ... Leggi
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L'Anteprima

  • Benvenuti in Somaliland, uno Stato che non esiste – testo e foto di Graziano Graziani

    “Per la Somalia il sistema mi dice che all’arrivo dovete cambiare almeno 100 dollari in scellini somali”. La ragazza al check-in dell’aeroporto di Fiumicino ha un sorriso cortese. “Non dobbiamo andare in Somalia – le spiego – ma in Somaliland”. Lei controlla con la stessa cortesia e replica: “Qui mi dice che siete diretti ad Hargeysa, in Somalia”. “Hergeya è in Somaliland – rispondo – è la capitale. Una volta era Somalia poi, dopo la guerra civile, c’è stata la secessione. Guardi il visto: c’è scritto Somaliland”. La ragazza affonda ... Leggi
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  • Sul treno Mosca-Petushki con il romanzo di Erofeev – di Elisa Alicudi

    “Non c’è stazione a Mosca che non sia avvolta da leggenda, che non ambisca a essere narrata. E se questa città ha preso in varie epoche l’appellativo di Terza Roma, lo è anche perché tutte le strade, o i binari, portano a Mosca e, viceversa, da Mosca si va per tutti i binari e tutte le strade. A San Pietroburgo dalla stazione Lenigradskij, a Kursk da Kurskij, fino a Vladivostok dalla stazione Jaroslavskij e così via per ciascun punto cardinale. Dal romanzo settecentesco di Aleksandr Radishchev Viaggio da Pietroburgo a ... Leggi
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  • Sulle montagne con gli yazidi contro Isis – di Annibale Greco

    “Nell’agosto 2014, lo Stato islamico dell’Iraq e della Siria (Isis) ha attaccato la popolazione yazidi, una comunità curda del Sinjar (nord Iraq), nell’ambito dell’avanzata per conquistare territori e “purificare” l’Iraq e Paesi confinanti dalle influenze non-islamiche. L’Isis ha eseguito esecuzioni sommarie provocando un esodo di massa di 30-50mila yazidi, fuggiti per le montagne, dove hanno dovuto affrontato il rischio di morte per disidratazione e mancanza di cibo. Circondati dalle milizie del cosidetto Stato islamico, gli Yazidi si sono nascosti nelle montagne e sono stati protetti dai combattenti curdi che si ... Leggi
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