Nel Foggiano dove vige il caporalato della mafia nigeriana | Fotoreportage di Alessandro Zenti

A Borgo Mezzanone c’è una baraccopoli costruita sulla pista dell’ex aeroporto militare. Ci vivono 1.500 migranti (cinquemila l’estate) sfruttati come schiavi, al punto che per lavorare sono costretti ad assumere il Tramadolo, la “droga del combattente”. L’acqua non è potabile e mancano i servizi igienici.

 

La Puglia è la regione in cui convivono il maggior numero di sistemi criminali, tra i quali anche la mafia nigeriana. Una delle sue forme di sfruttamento è il caporalato, che peraltro prevede ritmi impossibili di lavoro, al punto che i braccianti sono costretti ad assumere farmaci, come ad esempio il temutissimo Tramadolo, conosciuto come “droga del combattente” o “droga dell’Isis”, che fa parte degli antidolorifici oppioidi, o il Rivotril, un vecchio ansiolitico antiepilettico diventato droga a buon mercato. La baraccopoli di Borgo Mezzanone è situata tra Foggia e Manfredonia ed è stata costruita sulla pista di atterraggio dell’ex aeroporto militare. Per questo viene denominata “La pista” e sorge poco distante da un Centro di accoglienza per richiedenti asilo gestito dai militari. Ci vivono circa 1.500 migranti, con punte di cinquemila persone nei mesi di raccolta del pomodoro. Ma il numero degli abitanti aumenta ogni giorno e case costruite in tufo stanno soppiantando le abitazioni in legno. Ovunque, lungo le strade di fango, si possono trovare i blister vuoti dei farmaci. Tramadolo, Rivotril, Anafranil: c’è chi li sbriciola e li avvolge in un pezzetto di carta, quattro dosi per reggere una giornata di lavoro nei campi.

Il Tramadolo arriva tramite corrieri marocchini, che lo vendono a un prezzo che va dai 2,50 euro a 3,50 euro a pastiglia. Non è raro l’uso di alcol, che unito al Tramadolo è ancora più devastante per l’organismo e aumenta la pericolosità degli individui. L’acqua non potabile e che esce solo da pochi rubinetti, nonché la totale assenza di servizi igienici, aggravano le condizioni di vita della baraccopoli. Durante il giorno i bisogni fisiologici si fanno all’aperto, la notte nei secchi della propria baracca. Le docce ci sono, ma solo all’aperto e in strutture di legno improvvisate. Alcuni mesi fa ghanesi, senegalesi e gambiani si sono scontrati. Un 22enne senegalese è finito in ospedale in gravi condizioni. In seguito, alcune baracche sono state date alle fiamme in segno di ritorsione. Poco tempo fa, una rissa è terminata con un omicidio, un ragazzo è stato colpito con alcuni fendenti al collo. Ma la guerra dei poveri è solo all’inizio. (A.Z.)

 

ph. Un giovane lavoratore intento a cospargere il suo corpo con un unguento protettivo africano dai poteri magici.

 

Il portfolio completo è pubblicato su Reportage numero 45, acquistabile in libreria e qui in versione cartacea e in digitale.

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