Giordania, le donne scoprono la palestra per l’autodifesa – testo e foto di Daniela Sala

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Alle otto di mattina Enas è già sveglia da un paio d’ore. Ha sistemato la cucina e sta preparando il tè e la colazione per i suoi tre figli. Tiene in braccio la più piccola, Almas, che non ha ancora un anno; gli altri
due, di cinque e due anni, dormono ancora. Attenta a non fare rumore, Enas scavalca la fila di materassi nella piccola stanza in cui dormono tutti assieme, poi si sistema l’hijab davanti allo specchio. Infine mette un paio di pantaloni di ricambio in una borsa di tela, s’infila di fretta un paio di scarpe da ginnastica e, prima di uscire di casa, bussa alla porta dell’appartamento di fronte, dove vive sue sorella. Le lascia Almas in braccio e scende velocemente le scale per raggiungere la scuola dove lavora come insegnante del doposcuola. Ma questa mattina l’allieva è lei. Da alcune settimane, il sabato, il secondo piano della scuola si trasforma in una palestra dove un gruppetto di donne di Kufr al Asad segue un corso di auto-difesa.

Enas ne è entusiasta: “Finalmente anche noi donne abbiamo un’occasione per fare sport. Ma, oltre che per il fisico, questo è un allenamento per il modo di pensare”.

Kufr al Asad conta circa 15mila abitanti. È una piccola cittadina nel nord della Giordania. Lungo la strada principale ci sono alcuni negozi di alimentari e di vestiti. Appena oltre le case assiepate lungo la strada principale, si stendono i campi e le colline. Il confine con Israele e con la Siria è a poche decine di chilometri. La capitale, Amman, è a meno di un paio d’ore di macchina, ma qui lo stile di vita è decisamente più “tradizionale”. Sono “tradizionali”, cioè combinati, la maggior parte dei matrimoni.

La separazione tra donne e uomini è netta: il posto della donna è la casa, il suo ruolo è prendersi cura della famiglia. Eppure – per quanto silenziosamente – le cose stanno cambiando anche qui. (…)

 

 

 

L’ articolo completo è pubblicato su Reportage n°35, acquistabile qui in cartaceo e in versione digitale

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