Quando preti e seminaristi impugnano le mazze del cricket – fotoreportage di Viviana Berti

Anche i preti giocano a cricket. Il St. Peter Cricket team, che fa capo al Concilio pontificio per la cultura e lo sport guidato dal cardinale Gianfranco Ravasi, è composto da preti e seminaristi che studiano e lavorano a Roma. La squadra cattolica partecipa a un campionato che si gioca alle Capannelle insieme alle squadre anglicana, musulmana e induista. Data la scarsa diffusione mondiale di questo sport – una sorta di baseball britannico – i “giocatori” provengono quasi esclusivamente da Paesi come l’India, il Pakistan e lo Sri Lanka, oltre l’Irlanda e l’Inghilterra.
La squadra di cricket di San Pietro è stata fondata nel 2014 dall’ultimo ambasciatore australiano presso la Santa sede, John MvCarthy. Il manager del gruppo è Eamonn O’Higgins, professore di filosofia politica all’Ateneo pontificio Regina Apostolorum. Attraverso la partecipazione a un campionato di cricket, il Vaticano si è proposto come obiettivo l’avvicinamento tra le religioni e lo sviluppo del dialogo interreligioso e interculturale nella convinzione dell’importanza della religione nella società contemporanea.

Lo sport rappresenta anche un momento ricreativo per i seminaristi impegnati a trascorrere la loro vita in Collegio. Come sottolineano i responsabili della squadra, tuttavia, “lo studio, la preghiera e il lavoro pastorale hanno la precedenza sullo sport, cosicché il St.Peter Cricket team ha la possibilità di disputare non più di 7-8 partite l’anno, normalmente nel periodo pasquale e nella prima parte di ottobre”.

Nel 2014 e nel 2016 il St.Peter Cricket team ha anche organizzato una tournèe in Inghilterra, dove ha giocato contro squadre anglicane, musulmane e induiste. Una partita speciale è stata disputata contro la squadra della regina Elisabetta nel castello di Windsor. La tournée è stata l’occasione per una visita, tra l’altro, alle cattedrali di Canterbury e Leeds, a Yorkminster e alla moschea di Batley.

 

 

Il fotoreportage completo è su Reportage n. 33  in libreria e acquistabile qui in cartaceo e in ebook .

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