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Numero 20

12.00

“il Reportage” n.20, ottobre-dicembre 2014

Descrizione prodotto

Comunicato stampa “il Reportage” n.20, ottobre-dicembre 2014

Con il numero 20, l’ultimo del quinto anno, il Reportage cambia la veste di copertina. D’ora in avanti la fotografia sarà a piena pagina, un modo per esaltarne ulteriormente le qualità. Ad inaugurare la nuova grafica è Alessio Romenzi, autore del portfolio su Gaza, che apre il numero e che fa parte di uno “Speciale Gaza” composto anche da un reportage di Francesca Mannocchi e Andrea Vignali dalla Striscia durante i bombardamenti israeliani e da un servizio di Davide Malesi da Tel Aviv sulla sinistra israeliana. Il lettore si renderà facilmente conto che, per la prima volta, il numero (dieci reportage e due portfolio) è interamente dedicato agli esteri e non suddiviso a metà tra Italia ed estero. La ragione è una sola: l’importanza delle storie. In futuro potrebbe accadere che i servizi siano tutti “italiani”.

Dopo Gaza, l’attenzione si sposta sull’Ucraina, un altro fronte “caldo”. La giornalista e fotografa Ilaria Romano è entrata in una scuola dove si tengono corsi privati per riservisti. In altre parole, si addestrano i cittadini ucraini a utilizzare i kalashnikov e alle tattiche di guerra. In occasione del decennale dallo tsunami dell’Oceano Indiano, Massimo Vita ripercorre la sua visita nello Sri Lanka pochi mesi dopo la tragedia. Seguono tre servizi piuttosto originali: l’integrazione dei cinesi in Egitto a firma di Giuseppe Acconcia; l’attività dei “cacciatori di miele” sulle montagne indiane raccontata e fotografata da Riccardo Bononi; la vita degli scrittori sull’isola portoghese di Madeira descritta da Francesco Ruggiero. La rivista prosegue con un “blocco” dedicato al Centro e Sudamerica, che si apre con un pezzo di Gabriella Saba sulla Bolivia “andino-marxista” di Evo Morales e del suo vice Alvaro Garcia Linera (le foto sono di Pietro Paolini). A ruota, il racconto della propria permanenza a Buenos Aires, Montevideo e Rio de Janeiro di Valerio Magrelli e il singolare reportage di Fabrizio Lorusso sulla prima casa di riposo per prostitute a Città del Messico (qui le foto sono di Giorgio de Camillis). Chiude la sezione un servizio di Tiziana Rinaldi Castro sugli anni della clandestinità di Radio Venceremos, l’emittente salvadoregna che negli anni Ottanta contribuì alla vittoria sulla dittatura.

Il racconto di questo numero è un racconto speciale: Luisa Viglietti, che è stata segretario generale della Fondazione Immemoriale di Carmelo Bene e vicinissima al maestro negli ultimi anni della sua vita, svela per la prima volta le sceneggiature inedite che l’attore e regista non riuscì per i motivi più diversi a tradurre in lungometraggi.

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