Il tradimento di Ortega che ha distrutto la “sua” rivoluzione – testo di Virginia Negro, foto di Jorge Mejia Peralta

Aspetto Ana che mi deve raccontare la sua storia, la prima di tre che aiutano a spiegare quello che sta succedendo in Nicaragua dopo la “trasformazione” politica di Daniel Ortega e l’avvio della contestazione.

Mi ha scritto che indossa una sciarpa rossa e dunque non mi è difficile riconoscerla non appena la vedo. Ha capelli nerissimi, così come gli occhi. Ordiniamo un cappuccino nella terrazza di un caffè storico di Coyoacan, qui a Città del Messico. Ana, 30 anni, in Messico da sei, è una delle lider del Movimento #Sosnicaragua, nato in seguito alle rivolte scoppiate il 18 aprile di quest’anno nel piccolo paese centroamericano. Studia all’Università nazionale messicana e ha un dottorato in Geografia. Elsa, sua sorella minore, ha diciannove anni. Ana mi mostra una sua foto sul telefonino. Hanno gli stessi capelli corvini lisci: “A Managua – dice – non si può nemmeno camminare per le strade. Stanno facendo scomparire le persone. Elsa stava partecipando alle proteste, anche se non in prima linea, devono averla catturata. Non sappiamo quasi nulla al momento”.

Per settantadue ore Ana e la sua famiglia non hanno saputo nulla della ragazza. Qualche giorno dopo, tuttavia, mi arriva un messaggio di Ana: “Abbiamo trovato Elsa, si trova nel carcere femminile La Esperanza. L’accusano di terrorismo ma almeno è viva”. (…)

 

 

 

Il servizio completo è pubblicato su Reportage n°36, acquistabile qui in cartaceo e in versione digitale.

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