Il grande orgoglio dei “tanos” di Buenos Aires – testo e foto di Graziano Graziani

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Nicola ha quasi novant’anni ed è nato in Molise. Io non mi accorgo della sua origine ma forse lui intuisce la mia e la prima cosa che mi chiede è da dove vengo. Sono italiano, gli dico. “E perché io cosa sono? Italiano anch’io!”. Imbattersi nei “tanos” d’argentina è facilissimo a Buenos Aires. Si dice che la metà della popolazione porteña sia italiana, oriunda o che abbia almeno qualche avo proveniente dal Bel Paese. Che sia vero o un’esagerazione, di sicuro il luogo comune che racconta di italo-argentini pronti a snocciolare il proprio albero genealogico agli italiani in trasferta ha più di un fondo di verità. L’incontro con Nicola, tuttavia, non è di quelli che si fanno sul taxi o davanti alla Casa Rosada. Mi imbatto in questo vecchio dagli occhi straordinariamente chiari in una mattina assolata, mentre passeggio per i viali del cimitero monumentale della Chacarita, che sorge nel quartiere omonimo, tra i più grandi d’Argentina. Il cimitero ha una storia lunga, legata a una pagina dolorosa della storia di Buenos Aires: l’epidemia di febbre gialla del 1871 che decimò letteralmente la popolazione della città.

A un certo punto m’imbatto nel panteon della società di mutuo soccorso francese. Il sole è molto forte e il viale deserto, così la figura di Nicola, che se ne sta seduto all’ombra dell’ingresso, sembra un’apparizione fantasmatica. (…)

 

 

 

L’ articolo completo è pubblicato su Reportage n°35, acquistabile qui in cartaceo e in versione digitale

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