Quel piccolo villaggio cinese che è ancora fermo a Mao

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Comunicato stampa n.43

Nonostante le difficoltà del periodo Coronavirus, il Reportage ha tenuto duro e non ha sospeso nemmeno momentaneamente l’attività. Per i tanti lavori che ci sono giunti, il numero 43 avrebbe potuto essere tutto dedicato al problema che ha condizionato – e in parte continua a condizionare – la vita di noi tutti. Ma la scelta è stata un’altra: aprire il numero con uno “speciale Covid”, che comprende l’editoriale, un portfolio e due reportage, e proseguire con storie di altro argomento, potremmo anche dire per “non darla vinta” al virus.

Per la sezione Covid, Flaviana Frascogna è andata sulla Costiera Amalfitana, dove ha trovato alberghi e spiagge deserti e ha parlato con molti precari stagionali rimasti a casa; Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni hanno fotografato gli schermi con gli iman che, per raggiungere i fedeli, si sono organizzati in streaming e videochat; Alejandro Brittos ha raccolto la testimonianza di un suo collega, giornalista argentino, che si è trovato “imprigionato” nella sua cabina durante una crociera diretta in Cile a causa della pandemia.

Michela A.G. Iaccarino, pochi giorni prima del Covid, era andata a Marsiglia per un reportage sui luoghi di Jean-Claude Izzo, lo scrittore francese che esaltava il “chourmo”, la ciurma dei diseredati, disadattati, emarginati. Le notizie non sono buone: la vecchia città di mare ha cambiato completamente volto. In Uzbekistan, a Tashkent, invece, c’è qualcosa che resiste: il Teatro Ilkhom, che fu fondato nel ‘76 da Mark Weil, il quale fu assassinato da un gruppo di fondamentalisti islamici non contenti di una sua pièce su Maometto. Ce ne parlano Matteo Fagotto e Matilde Gattoni (foto). In Cina, il fotografo Sébastian Leban ha trovato un piccolo villaggio che è ancora fermo a Mao: il Grande Timoniere fa ancora da guida agli abitanti (e ai moltissimi turisti cinesi) che lo idolatrano. Con una particolarità distopica: il comportamento di ogni cittadino viene valutato in base a una scala che va da una a dieci stelle.

Jennifer Osborne testimonia, infine, gli effetti disastrosi del cambiamento climatico in Australia. Negli innumerevoli incendi, che hanno distrutto migliaia di ettari di boschi, sono stati coinvolti koala e canguri, che ora sono a rischio estinzione. Il fotografo, intervistato da Claudia Cavaliere, è Jan Grarup. Il racconto è di Francesco Dezio. Non mancano, naturalmente, la rubrica di Valerio Magrelli, le cinque recensioni librarie, la rubrica “Un autore un libro” nella quale Maria Camilla Brunetti intervista Marilù Oliva. La foto vintage che, come di consueto, chiude il numero ricorda la strage di Bologna di quarant’anni fa.

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