Numero 57

12.00

Descrizione

comunicato 57

Sulla copertina del primo numero del 2024, quindicesimo anno di Reportage, c’è la foto di un uomo seduto sulle macerie provocate dai continui bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza, governata da Hamas. L’uomo è di Rafah, la foto di Anas Mohammed è dell’ottobre scorso, ma gli attacchi israeliani contro i palestinesi continuano ancora oggi e fanno migliaia e migliaia di morti, uomini, donne e bambini. Al conflitto in Palestina, che non sembra poter più avere soluzione, al folle genocidio da parte del governo Netanyahu, sono dedicati l’editoriale di Riccardo De Gennaro e un reportage di Christian Elia dalla Cisgiordania.
Dopo una lunga intervista a Guido Harari di Simona Scalia, il numero prosegue con un reportage sulla Gagauzia, repubblica costituzionale autonoma della Moldava, ma non stato indipendente, che – come la Transnistria – mantiene le tradizioni sovietiche. Gli autori sono Gianluca Pardelli e Pietro Romeo. Segue un servizio del fotografo e antropologo Riccardo Bononi da Malyuu-Suu, un villaggio del Kyrgyzstan, dove la popolazione è costretta a convivere con un tasso altissimo di radioattività a causa delle ex miniere di uranio che hanno inquinato le falde acquifere.
Il portfolio centrale è dedicato al business dell’avocado, un business controllato da alcune bande criminali e che ha come centro mondiale di produzione, contesa e distribuzione la regione messicana di Uruapan (il fotografo è il tedesco Axel Javier Sulzbacher). Successivamente Emiliano Negrini racconta il futuro controverso dei Paesi Bassi, che non riescono a ricomporre gli interessi delle città e quelli della campagna. Segua un interessante lavoro di Fabrizio Intonti sulla natura e i “pregiudizi” dell’Intelligenza Artificiale, che risponde con una serie di immagini alle sue domande sugli umani. Il secondo portfolio è dedicato all’Isola di Kihnu (Estonia), dove vige l’ultimo modello matriarcale d’Europa (l’autore è il francese Franck Renoir).
Non mancano le cinque recensioni librarie, la rubrica “Un autore un libro” di Maria Camilla Brunetti, la poesia inedita (e da egli stesso commentata) di Valerio Magrelli, il racconto di chiusura, che in questo caso è firmato da Andrea Gentile. La foto vintage ricorda l’omicidio di Pippo Fava da parte della mafia catanese, esattamente quarant’anni fa.