Numero 24 ebook

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Una lunga intervista al grande inviato speciale del Corriere della Sera, Ettore Mo, apre il nuovo numero di Reportage, il 24, l’ultimo del 2015. Mo racconta le tappe della sua carriera, si sofferma su com’è cambiato il giornalismo e non manca di dare qualche consiglio ai giovani. L’autore…

Descrizione

Comunicato il Reportage n.24

Una lunga intervista al grande inviato speciale del Corriere della Sera, Ettore Mo, apre il nuovo numero di Reportage, il 24, l’ultimo del 2015. Mo racconta le tappe della sua carriera, si sofferma su com’è cambiato il giornalismo e non manca di dare qualche consiglio ai giovani. L’autore dell’intervista e dei tre fotoritratti del grande giornalista è Luigi Baldelli, il fotografo che ha accompagnato Mo in tutti i suoi viaggi per il Corsera. Il tema principale di questo numero della rivista è il tema dei migranti. Lo affrontano, oltre all’editoriale di Riccardo De Gennaro, due reportage: il primo dalle coste della Libia, firmato da Francesca Mannocchi (testo) e da Alessio Romenzi (le foto); il secondo dalle coste della Grecia (qui le foto e il testo sono di Nicola Zolin). Segue un altro fronte caldo, sebbene per altri motivi, quello del conflitto nella regione ucraina del Donbass, dove è in corso da tempo una guerra civile tra filoucraini e indipendentisti: Cristiano Tinazzi traccia una mappa delle milizie straniere che combattono con questi ultimi, precisando, con nomi e cognomi, la composizione del “manipolo” di italiani (le foto sono di Francesca Volpi). Nelle pagine immediatamente successive restiamo nell’ambito della storia dell’ex Urss con un lavoro di Dario-Jacopo Laganà e di Stefano Corso, i quali hanno fotografato oltre trecento luoghi dell’ex Ddr occupati fino a una ventina di anni fa dalle truppe dell’Armata Rossa.

Il portfolio centrale è di una giovane e promettente fotografa, Giulia Mangione, la quale ha seguito le famiglie danesi nel loro tempo libero: il risultato (una foto è anche in copertina) è straniante e trasmette una sensazione di inquietante serenità. Con il reportage successivo ci si sposta dalla Danimarca alla Svezia, per l’esattezza a Gothenbur. Qui Romina Vinci racconta il fenomeno delle gang giovanili nei quartieri periferici della città svedese. Adriano Marzi, invece, ci porta a San Paolo, dove le famiglie di una favela (Vila Autodromo) tentano di resistere ai cambiamenti e alle offerte di esproprio dei costruttori in vista dei Giochi Olimpici di Rio del 2016. Per restare in Sudamerica, Gabriella Saba traccia un ritratto non oleografico dell’ex presidente dell’Uruguay, il già leggendario Pepe Mujica.

C’è spazio anche per l’Africa. Il giornalista e antropologo Federico Bonadonna racconta una storia che pare essere uscita da un libro dell’orrore: la tragedia dei bambini “minji” che vivono nella Valle dell’Omo (Etiopia) e che vengono uccisi alla nascita perché considerati “portatori di sventura”. Il secondo portfolio è firmato da Andrea de Franciscis e ci mostra la situazione lavorativa dei membri della più bassa delle sottocaste indiane, ai quali sono consentite soltanto le mansioni più umilianti, come la pulizia delle fogne e delle latrine a mani nude. Chiudono, come di consueto, il numero di Reportage le recensioni di libri, l’elenco dei festival fotografici da vedere nel trimestre, la “Lettera aperta” di Valerio Magrelli e il racconto, che questa volta è di Sara Ventroni.

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