Numero 32

10.00

Descrizione

Il Reportage n.32

Il numero 32 di Reportage contiene un autentico regalo per i lettori: sette fotografie (compresa quelle in copertina) tra le meno conosciute del grande Luigi Ghirri, foto peraltro spiegate dal critico d’arte e fotografia Mauro Zanchi, che parla del “bianco” nei lavori del fotografo emiliano deceduto nel 1992. A seguire, il primo reportage è di Francesca Mannocchi, che con le foto di Alessio Romenzi, racconta il dopo-liberazione di Mosul, una fase che non ha però ancora restituito fiducia alla popolazione irachena. Federico Vespignani, invece, parla del dramma dei desaparecidos nel Salvador attraverso le giornate di un criminologo alla ricerca dei corpi delle persone scompare e, presumibilmente, eliminate dalle gang che, come in Messico, infestano il Paese. La guerra di alcune milizie musulmane contro l’Isis è al centro del reportage di Cristiano Tinazzi nelle Filippine (le foto sono di Alberto Maretti), mentre  – nel servizio successivo – Albertina d’Urso spiega come mai il referendum sull’autonomia o l’annessione agli Stati Uniti come stato federale non abbia risolto la crisi di Porto Rico.

Il portfolio centrale è dedicato alla vita dei cittadini giapponesi, segnata da una grandissima solitudine. L’autore è James Withlow Delano, un importante fotoreporter che ha base, appunto, in Giappone. Graziano Graziani, invece, è andato in Islanda, per la precisione nel paesino nei pressi di Reykjavic dove nel 1972 si tenne la finale del campionato del mondo di scacchi tra Fischer e Spassky e dove lo stesso Fischer, dopo il mandato di cattura da parte degli Usa, è sepolto.

Seguono tre storie italiane. La prima, firmata da Angelo Mastrandrea e con le foto di Andrea Sabbadini, parla di un maestro di scuola in pensione, il quale da qualche anno va in giro per la Lucania con il suo Ape carico di libri da dare in prestito ai bambini. La seconda storia è la vita di James Joyce a Trieste: la Berlitz dove insegnava, i caffè, l’ex bordello… Ce la racconta la scrittrice Rosa Matteucci (le foto sono di Erika Cei). La terza storia è di due reporter documentaristi, Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, che sono andati in cerca degli eremiti d’Italia. Il reportage anticipa un loro importante video di imminente produzione.

Il secondo portfolio, che chiude il numero, è dedicato ai nomadi irlandesi, largamente osteggiati, come da noi i rom, in Gran Bretagna, dove sono considerati ladri e alcolizzati. Il lavoro è del giovane fotoreporter Marco Sconocchia. Alle domande di Maria Camilla Brunetti per la rubrica “Un autore un libro” risponde Carmen Pellegrino. Il racconto finale è di Claudio Morandini, autore di “Neve, cane, piede” (Exòrma), ed è intitolato “Per noia della montagna”.  Non mancano la rubrica “Lettera aperta” di Valerio Magrelli, la foto vintage che ha per tema i 50 anni dall’uccisione di Ernesto Che Guevara, e l’editoriale di Riccardo De Gennaro, che mette in guardia dal processo di “fascistizzazione” del Paese. Il numero contiene anche il lavoro che ha vinto la prima edizione del nostro Premio giornalistico per il miglior reportage, sezione inediti, firmato da Cecilia Dalla Negra e Christian Elia (il premio per la sezione articoli editi è stata invece vinta da Michela A.G. Iaccarino con un pezzo pubblicato dal Fatto quotidiano).

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